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Chi può votare

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Come votare

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ED ORA PARTIAMO!

Vi presentiamo ora i territori, ovvero le zone di produzione, DOC famose o territori da riscoprire, che abbiamo in programma di esplorare prossimamente, a caccia di etichette apprezzabili da proporre.

Esprimi le tue preferenze!

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Campania: tradizione enologica antica, oggi riconosciuta in tutto in mondo.

La diffusione della vite in Campania risale all'epoca pre-romana, quando i cosiddetti "vini degli imperatori", in particolare il Falerno, il Caleno ed il Faustiniano, vennero esportarti in tutto il mondo, a testimonianza di una tradizione enologica radicata e di un territorio che fu pioniere nella cultura della vite.

Dagli antichi vitigni, descritti dagli scrittori romani, come Plinio, discendono i vini autoctoni della Campania: l'aglianico, il greco, il fiano, la coda di volpe, il per'e palummo (o piedirosso), l'asprinio, la biancolella, la forastera.

 

Di più recente diffusione, ma di altrettanto antica origine, la falanghina, di origine flegrea, vitigno in grado di mantenere le sue caratteristiche organolettiche indifferentemente dal terreno su cui è piantato.

 

Oggi la Campania vanta 19 denominazioni di origine, tra cui 3 DOCG e 16 DOC.

Le principali aree di produzione sono situate nelle province di Avellino e Benevento, nella zona del Vesuvio e nei pressi della Penisola Sorrentina, oltre che nelle isole di Ischia e Capri.

 

Wine To Wine compirà per Voi un viaggio nei caldi e pregiati terroir del Sud Italia, per scoprire quei vini che potrebbero diventare i compagni di tavola della nostra estate.



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Sardegna: un vigneto in mezzo al mare.

Alcuni studi archeologici hanno dimostrato che la coltivazione della vite in Sardegna risale ai tempi della civiltà nuragica, sviluppatasi nell’isola a partire dal 1700 a.C.

Il ritrovamento di tracce di laboratorio archeologico all’interno di un nuraghe sono la prima testimonianza di una cultura vinicola che è stata, nel corso dei secoli, alimentata da tutte le popolazioni che si sono susseguite: dai Fenici, grandi navigatori e abili viticoltori, ai Cretesi, ai Punici e ai Romani, che diffusero la commercializzazione e stabilizzarono la produzione del vino.  Con la dominazione spagnola vennero introdotti cannonau e vermentino, due delle principali cultivar sarde, ancora oggi portavoce della tradizione isolana nel mondo vinicolo.18 Doc e 1 Docg identificano la produzione sarda: tra i vini rossi più conosciuti il Cannonau, insieme alla Monica, al Carignano del Sulcis, mentre tra i bianchi spiccano il Vermentino di Gallura, l’unica DOCG, la Malvasia di Bosa, il Nasco, il Torbato di Alghero, il Nuragus di Cagliari, il Moscato, senza dimenticare la tipica Vernaccia di Oristano.

Negli ultimi anni diversi vitigni minori sono stati riscoperti ed al momento sono oggetto di una importante valorizzazione da parte di diversi produttori sardi. È il caso di vitigni come il cagnulari (che era in via di estinzione), il caddiu (Valle del Tirso), il semidano e altri.

Wine To Wine, che già annovera un Vermentino tra le sue migliori etichette, approfondirà questo territorio, andando alla scoperta di vini speciali, frutto di una terra generosa..



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